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Rischi Elettrici

L’art. 80 del D. Lgs. 81/08, modificato dal D. Lgs. 106/09, introduce l’esplicito obbligo a carico del datore di lavoro di effettuare una valutazione del rischio elettrico al quale sono soggetti i lavoratori. Benché l’obbligo di valutazione di tutti i rischi pone a carico del datore di lavoro implicitamente anche l’obbligo di valutazione del rischio elettrico, la nuova articolazione del D.Lgs. 81/08 porta in primo piano la problematica dei rischi connessi con gli impianti elettrici, di fatto rilevando che non è sufficiente garantire la “conformità” degli stessi alla regola dell’arte, bensì è necessario individuare e organizzare la corretta applicazione di tutte le misure di sicurezza necessarie a controllare i rischi residui presenti negli impianti. A tal fine è stata messa a punto una metodologia di valutazione del rischio che consenta, in modo sistematico, di analizzare i luoghi di lavoro, gli impianti, le attività lavorative e l’organizzazione delle stesse, tenendo in considerazione sia le previsioni legislative che quelle rintracciabili nelle norme tecniche, frequentemente richiamate nel D. Lgs. 81/08.

Per i lavoratori che effettuano operazioni comportanti lavori elettrici (in assenza di tensione, sotto tensione o in prossimità) è fondamentale una formazione e addestramento conforme alla norma CEI 11-27 e una formale idoneità rilasciata dal datore di lavoro allo svolgimento delle attività lavorative svolte, intendendo con ciò che l’idoneità attribuita non può essere generica, ossia per qualunque lavoro elettrico. In questi casi le norme vigenti, con particolare riferimento alle CEI EN 50110-1 e CEI 11-27, richiedono, tra l’altro, che ciascun impianto elettrico sia affidato alla responsabilità di una persona, denominata "Responsabile dell’Impianto" (RI).  Approfondimenti

Il modello organizzativo sul quale viene strutturato il documento di valutazione del rischio elettrico si attiene a quanto stabilito dal Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, articolo 30 (Modelli di organizzazione e di gestione):

Le tre sezioni principali di partenza sono:

  • idoneità tecnica e documentale di impianti elettrici e macchinari;

  • valutazione del rischio per i lavoratori e per l’ambiente di lavoro;

  • sistemi di controllo e procedure.

Le schede di valutazione mansionale sono elaborate per le varie mansioni ed attività previste all’interno dell’azienda e tengono conto della valutazione dell’idoneità tecnica impiantistica valutata mediante check list che ne riportano anche le azioni correttive.  

Il metodo d’indagine, conformemente alla filosofia adottata dalla Direttiva Bassa Tensione da cui indirettamente trae origine, consente, attraverso il percorso valutativo “Conformità degli impianti” -> “Conformità delle apparecchiature” -> “Corretto Impiego”, di individuare l’anello debole della catena che espone il lavoratore ad un rischio non accettabile (riduzione delle barriere fisiche e virtuali di protezione).

 

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